giovedì 27 marzo 2025

Tofu affumicato e melanzane al miso bianco


Come sapete, non cucino volentieri piatti vegani "a comando". Quest'anno a gennaio abbiamo saltato veganuary con mia somma gioia, ma il Club del 27 è implacabile 😆e ci ha assegnato un libro di cucina vegana in marzo.  Ho deciso che in Quaresima va bene pure quella, tanto più che Vegan Pantry di Katy Beskov è molto ricco di spunti interessanti anche per noi carnivori, e non necessariamente perché siamo in penitenza. 


Mio malgrado devo confessare che ho adocchiato diverse ricette, che mi riprometto di provare. La ricetta di oggi è a base di tofu affumicato e melanzane conditi con miso bianco, burro di arachidi, sciroppo d'acero, aglio e zenzero. Un mix di dolce e salato sicuramente stuzzicante per il palato, per un piatto che strizza l'occhio alla Cina e non lesina sul sapore.

Una valida alternativa al tofu (ho fatto un po' fatica a trovare quello affumicato), che però rende il piatto vegetariano e non più vegano, è l'Halloumi, un formaggio cipriota che si presta molto bene alla cottura al forno o alla piastra.

Ho trovato alcune imprecisioni nella ricetta: ne ho corretta qualcuna in corsa, mentre altre sono state constatate all'assaggio (le melanzane sono risultate insipide). Riporto la ricetta così come l'avrei scritta io, con le mie modifiche riportate in corsivo. Spiego il motivo delle modifiche nelle note. 

Questo piatto risolve egregiamente una cena infrasettimanale: è facile da fare e può essere accompagnato da riso al vapore.

Troverete i piatti realizzati dagli altri colleghi del Club del 27 a questo link.

lunedì 17 marzo 2025

Harissa alla rosa


Sono tantissime le ricette che spulcio e che hanno nella lista ingredienti l'harissa alla rosa; se fino a qualche anno fa non la si trovava facilmente, adesso con pochi click si può riceverne un vasetto a casa propria in pochi giorni. Volete mettere però la soddisfazione di prepararsela da sé?

Del resto, non sono nuova a preparazioni del genere: dall'harissa normale al sambal oelek passando per la shatta, il mio frigo è sempre ben fornito di condimenti con vari gradi di piccantezza.

Rispetto all'harissa semplice, quella alla rosa è molto meno piccante e con un delicato aroma floreale, pertanto è molto più versatile. 

Anche a questo giro ho dato un'occhiata al web e deciso di preparare questa ricetta, che mi è piaciuta molto.  Jamie Oliver ne propone una versione con i pomodori e i petali freschi di rosa, ma per me che non trovo facilmente quest'ultimo ingrediente, non era fattibile (e poi, diciamocelo, è un po' troppo "addomesticata").

lunedì 10 marzo 2025

Pollo arrosto di Zia Pauline (Ottolenghi)

 


Ho già fatto questo pollo due volte nel giro di 10 giorni non solo perché è buonissimo, ma anche perché la prima volta ero stanchissima e ho fatto qualche errore che si è riflettuto sull'aspetto (non sul sapore!) del piatto, dandomi foto insoddisfacenti. Personalmente, li ritengo dei lapsus freudiani, cioè una scusa per rifarlo al più presto, 😆 anche se mi sono presa a male parole per via della perdita di tempo delle foto, mio noto tallone d'Achille. 😅

Ottolenghi tiene a precisare nell'introduzione che Zia Pauline non è una vera zia, ma un'amica di famiglia di una delle sue collaboratrici, Helen Goh. Entrambe le famiglie erano emigrate in Australia dalla Malesia, loro terra di origine, e si davano appuntamento al parco ogni domenica, dove facevano insieme delle allegre grigliate. Tra le varie pietanze, Zia Pauline portava spesso dei gamberi o del pollo marinati, ed era proprio la marinatura a fare la differenza. Qui viene proposta per il pollo, ed è una bomba di umami.  Io mi ripropongo di usarla anche con i gamberoni, ma comunque funziona a meraviglia, accorciando i tempi di marinatura a qualche ora, anche per le fettine di petto di pollo da cuocere sulla piastra: la scarpetta è assicurata!

Ottolenghi consiglia di abbondare con la marinata, che tiene bene il congelamento e può essere scongelata all'occorrenza, per averla sempre pronta.

lunedì 3 marzo 2025

Tagliatelle di carnevale in friggitrice ad aria

 


In casa Apple Pie, le chiacchiere di carnevale non si fanno. Non che non mi piacciano, sia chiaro, semplicemente non amo friggere e preferisco comprarle. L'eccezione, quest'anno, è data dalla friggitrice ad aria, di cui ho acquistato un modello piccolino, pentendomene subito dopo: solo quando ho cominciato a usarla mi sono resa conto che la capienza minima di una friggitrice ad aria è di 6 litri, contro i 2 della mia. Ma siccome cosa fatta capo ha, ho cominciato a usarla da un anno a questa parte, adattando le ricette e le porzioni.

Avendo provato tanti piatti (non pubblicati qui), quest'anno mi sono chiesta se non avrei potuto provare ad adattare qualche ricetta carnevalesca alla mia friggy. Le chiacchiere non vanno bene: è così piccola che dovrei cuocerne una alla volta, e mi scapperebbe la pazienza. Ma poi mi sono venute in mente le tagliatelle di carnevale tipiche emiliane: un impasto simile a quello delle tagliatelle classiche, ma farcito con zucchero e scorza di arancia e fritto in olio profondo. O, come nel mio caso, nella friggitrice ad aria. 

Il risultato mi ha soddisfatta davvero tanto, il lavoro di cottura è stato minimo e la puzza di fritto non si è sentita: che cosa chiedere di più?

giovedì 27 febbraio 2025

Torta a strati al cioccolato F.B.I.

 


Il libro da cui abbiamo tratto le ricette di questo mese per il Club del 27 è Maida Heatter's Book of Great Chocolate Desserts, un classico della cucina americana che a mio avviso meriterebbe di essere tradotto ed esportato anche da noi. 


Se già il titolo della ricetta aveva intrigato l'appassionata di gialli e polizieschi che è in me, l'introduzione è stata la ciliegina sulla torta: "Quando J. Edgar Hoover è venuto a cena a casa dei miei genitori, mia madre aveva preparato questa torta. Al Signor Hoover è piaciuta così tanto, che ha minacciato di aprire un'inchiesta dell'F.B.I. se non avesse avuto la ricetta. Io sono stata incaricata di consegnarla a mano il mattino dopo.

Cioè,  direttore dell'F.B.I. (dal 1926 al 1974) era amico di famiglia dell'autrice??? Una delle figure più controverse, ambigue e affascinanti della storia del XX secolo? Questa torta doveva essere mia, specialmente per festeggiare l'ottavo compleanno del Club del 27!!!


La ricetta in realtà è molto semplice da fare, ma richiede due teglie da 25 cm di diametro (o anche 22,5), per cuocere contemporaneamente i due strati della torta. Io non le avevo, in compenso possiedo 3 teglie identiche del diametro di 20 cm (studiate appositamente per le torte a strati americane) e ho deciso di usarle tutte e tre, aggiungendo uno strato alla mia torta. 😅

Ho anche usato una variante della ricetta riportata subito sotto, e ho inserito dei lamponi.

Il risultato è stato una goduria dei sensi, come del resto tutte le ricette realizzate dai colleghi del Club, che troverete a questo link.


lunedì 24 febbraio 2025

Dutch baby salato con pomodori al forno

 

"Se un pancake e una crêpe avessero una storia d'amore, dalla loro unione nascerebbe un Dutch baby" dice Ottolenghi nell'introduzione alla ricetta, e mi è venuto da sorridere pensando che è proprio così. La ricetta è originaria di Seattle, dove nei primi del '900 un ristorante a conduzione familiare gestito da immigrati Tedeschi li serviva alla clientela. Il nome era Deutsch baby, ma la pronuncia risultava difficoltosa agli avventori, che l'hanno contratta in Dutch

Sarà che siamo ancora in inverno (e a mio avviso febbraio è ancora più pazzerello di marzo, con l'aria di primavera che comincia a farsi sentire e nevicate improvvise che la smentiscono), ma in questo periodo avevo proprio voglia di farmi un bel Dutch baby, solo che avrei tanto voluto trovarne una versione salata. Il caso ha voluto che Amazon mi proponesse uno sconto allettante per l'ultima fatica di Yotam Ottolenghi, Comfort; apro il libro e qual è la primissima ricetta? Un Dutch baby salato! Coincidenze? Io non credo. 😄

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